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Proteggere i dati nel cloud: consigli utili

Proteggere i dati nel cloud

Affrontiamo oggi un argomento che, da tempo ormai, tiene banco nel contesto della sicurezza informatica dei dati aziendali: la protezione delle informazioni a livello cloud. Al fine di evitare comportamenti interni o esterni inopportuni e attacchi informatici, sarebbe infatti essenziale quantomeno una formazione di base relativamente a come proteggere i dati nel cloud.

Sono infatti sempre più utilizzate, così dagli utenti privati come dalle aziende, piattaforme di cloud storage come Dropbox e Google Drive che, già di default, offrono comunque un discreto livello di protezione dei dati. Tuttavia, questo tipo di metodica potrebbe non essere sufficiente per tutelare davvero le importanti informazioni e i dati sensibili in possesso delle aziende: pensate ad esempio all’eventualità, molto meno remota, di un file accidentalmente cancellato o reso inutilizzabile!

Le parole d’ordine, secondo gli esperti, sono dunque backup e archiviazione: modalità che permettono di disporre di varie opzioni di controllo delle varie versioni dei documenti e che, dunque, possono rivelarsi una perfetta scialuppa di salvataggio in specifiche condizioni di criticità.

In buona sostanza, possiamo immaginare il backup come copie di dati che mutano in tempo reale, mentre l’archiviazione come una sorta di storage di documenti immutabili e custoditi: un backup, insomma, che non subisce variazioni.

Le principali caratteristiche di qualunque servizio di backup, sincronizzazione dei file e archiviazione dei dati includono:

  • Accessibilità in qualunque momento

  • Accessibilità da qualunque dispositivo

  • Alto livello di protezione dei dati, con sistemi crittografici sia per quelli a riposo che in transito

  • Ridondanza hardware e software

Fatte queste premesse, i consigli offerti dagli esperti di security sono sostanzialmente tre.

  1. Essenziale comprendere come si utilizzano i dati: non è un’ovvietà, perché la maggior parte delle aziende non dispone ancora di una capacità di analisi sufficiente a comprendere quello che possiamo definire come il ciclo di vita dei dati a sua disposizione. Oggi non si parla più semplicemente di dati, quanto piuttosto di Big Data: quantità impressionanti di informazioni acquisite e archiviate dalle aziende in ogni istante. È dunque necessario capire cosa sono, a cosa servono, come archiviarli, come catalogarli, chi può accedervi e per quale ragione può farlo, quali tipi di responsabilità si hanno in relazione alle informazioni che si posseggono.

  2. Scegliere soluzioni sinergiche: ogni dato aziendale deve essere gestito tramite una specifica tipologia di management solution. L’obiettivo è sempre quello di ripristinare rapidamente sistemi e informazioni in caso di perdita dolosa o accidentale, così da non interrompere la produttività dell’azienda. Infine, importante è la conservazione dei dati tramite soluzioni di archiviazione professionale: in questo senso è fondamentale sapere quali informazioni andranno archiviate, come e per quanto tempo.

  3. Rendere l’operatività facile ed efficace: a ogni sistema di protezione dei dati deve necessariamente corrispondere il relativo caso d’uso. Prima di tutto, quindi, è essenziale confrontarsi con chi gestisce, modifica e fruisce delle informazioni all’interno dell’azienda, così da scoprire come vi accedono e quali situazioni critiche potrebbero necessitare un recupero dei dati da backup o da sistemi di archiviazione. Una volta messe in chiaro le modalità di accesso ai dati e le relative tempistiche di ripristino degli stessi, i responsabili IT sapranno quale software, servizio o piattaforma potrebbe rivelarsi più efficace per soddisfare le specifiche esigenze dell’azienda.

 

Fonte immagine:  Aka / pixelio.de

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