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USB Killer: la chiavetta che manda in corto il tuo PC in due secondi

USB Killer 3.0: la chiavetta che frigge il PC in 2 secondi

Si chiama USB Killer ed è definita “la chiavetta che frigge i PC”. Ed è ancora più letale nella sua ultima versione, la terza, che necessita di non più di un paio di secondi per mandare in corto circuito il computer.

Di cosa stiamo parlando? Della USB Killer 3.0, ormai in circolo da qualche tempo ma non per questo meno pericolosa per i device colpiti. Inizialmente creata da un ricercatore russo conosciuto con lo pseudonimo di Dark Purple, aveva fatto discreti danni già nella versione 1.0 e, l’anno scorso, nella versione 2.0.

Per quanto riguarda la versione 3.0, ci si trova di fronte a una chiavetta ancora più distruttiva e più rapida delle precedenti. USB Killer funziona così: sfrutta i 5 volt della porta USB per caricare un condensatore a un voltaggio capace di raggiungere i -220 volt. Nel momento in cui il condensatore è carico, la tensione che invia è capace di distruggere tutto ciò che trova sul suo cammino.

E se inizialmente USB Killer impiegava qualche decina di secondi per “scatenare l’inferno”, dalla seconda versione in poi non c’è stato bisogno di più di due secondi per agire. La versione 3.0, in particolare, è addirittura 1,5 volte più distruttiva della già letale precedente.

Il risultato? Motherboard bruciata, con danno hardware elevatissimo e perdita massiva di dati e attrezzatura. Non parliamo naturalmente soltanto di PC ma, virtualmente, di tutti i device che ospitano un ingresso USB, che possono essere annientati senza neppure la possibilità di difendersi.

L’unico consiglio possibile? Non utilizzate chiavette USB della cui provenienza non siete assolutamente certi!

Per finire, una curiosità: la USB Killer 3.0 è stata realizzata anche in una esclusiva edizione Anonymous. Si tratta di una chiavetta in look total black, priva di logo e di branding. Si tratta di un dettaglio non da poco, soprattutto se si considera che la chiavetta è in vendita per circa cinquanta dollari: come credere nelle buone intenzioni di qualcuno che la acquisterebbe in una versione spoglia e non brandizzata, e che non permette dunque di comprendere la reale potenzialità distruttiva dello strumento?

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